La Città Invisibile - La Chiesa della Pace a Trarivi di Montescudo

La Chiesa di San Pietro in Trarivi é sul colle Formosino, appena fuori dal centro storico.

Nei papiri dell'archivio arcivescovile di Ravenna, in un atto del 26 luglio 903, si nomina un ricco proprietario Romanus de Trarivo, che, prima del 896, ha venduto ai conti Martino e Ingelrada i fondi Valianus [Valiano] e Liargo. (1) Dunque Trarivi è attestato come toponimo nel IX secolo; deriva dall'espressione "tra i rivi": [in]tra rivos (2). I due corsi d'acqua si chiamano oggi Marano e Rio Melo. Rio Melo si chiamava, forse, dal I secolo d.C. e di sicuro nel 997 Rivus de Domitiano. (3) La chiesa di San Pietro di Trarivi è ricordata nel 1290 dipendente dalla Pieve di S. Innocenza di Monte Tauro. (4) Del secolo XIII sono i resti litici della chiesa, che, forse dopo il terremoto del 1786, venne rinnovata e ornata di stucchi.

Essendo collocata su una collinetta, ili possesso della chiesa era determinante per lo sfondamento della Linea Verde num. 2 della Linea Gotica: da quella posizione, infatti, i difensori avevano un'ottima visuale sui reggimenti alleati e sulla loro linea di avanzamento verso monte Ulivo. Tra il 15 e il 17 settembre 1944, fu dunque al centro di un furioso combattimento tra gli inglesi della 46a Divisione, forti di 45 carri armati, e gli Alpini bavaresi del 100esimo Reggimento. La stessa Trarivi venne conquistata casa per casa e nella chiesa furono fatti 24 prigionieri.
I combattimenti del settembre 1944 distrussero quasi totalmente la struttura esterna, riportando alla luce, quasi intatta, la solida muratura medievale.

Da allora, dopo il restauro, la chiesa viene chiamata "Chiesa della Pace", per la fratellanza dei popoli che da queste parti si sono duramente combattuti durante la Seconda Guerra Mondiale, ed ospita al suo interno il Museo Storico della Linea Gotica Orientale, con un'ampia collezione di reperti e fotografie scattate dai soldati di ambo le parti: inglesi e canadesi. Da allora infatti, presso la Chiesa della Pace, sono diversi gli ex combattenti di entrambe le fazioni in lotta che, in determinate occasioni, si ritrovano qui per testimoniare che quei tristi tempi non tornino più.

Una parte della chiesa, quella posta verso il mare in direzione di Rimini e Coriano da cui provenivano i bombardamenti, è stata lasciata come nei giorni in cui quasi integralmente distrutta. Tutto racconta ancora di quella tragedia: il cielo aperto dove era l'ampia volta a botte, gli altari frantumati, la suggestiva croce ricavata da due travi del tetto crollato, l'altare eretto con due pietre significative scelte dal cumulo delle macerie. Accanto alla torre, che rimase miracolosamente in piedi, oggi compare la "Campana della Pace", donata l'8 settembre 1991 dai veterani di guerra italiani, inglesi e tedeschi.
A ulteriore testimonianza, in quello stesso anno è stato pubblicato, con la consulenza del Prof. Amedeo Montemaggi (storico riminese di fama mondiale circa gli eventi della Linea Gotica), il libro "La guerra mai più", ad opera del parroco di Trarivi, don Mario Molari, che ha coordinato la raccolta di memorie personali della guerra con gli scritti di don Serafino Tamagnini (già parroco a Vecciano), Douglas Orgill (giornalista ed ex-carrista inglese) e Siegfried Oelschlegel (ex alpino tedesco).

 

Nota 1: le notizie sul passaggio del fronte sono tratte da MOLARI Don Mario, La guerra mai più, Edizioni Il Ponte, Rimini, 1991. Tutte le fotografie sono state scattate dall'autore del progetto.
Nota 2: le notizie storiche sono state gentilmente fornite da Giovanni RIMONDINI, con riferimenti bibliografici indicati qui di seguito.

(1) Currado Curradi, Pievi del territorio riminese nei documenti fino al Mille, Luisè, Rimini 1984, pp.150, 232-233.
(2) Antonio Polloni, Toponomastica romagnola, Leo S. Olschki, Firenze 1966, p.317, n.1320.
(3) Luigi Tonini,  Rimini avanti il principio dell'era volgare, Rimini 1848, p.294, ep. 15; Id. , Rimini dal principio dell'era volgare all'anno MCC, Rimini 1856, p. 6.
(4) Currado Curradu, Pievi cit, pp. 153-154.